Benedetta Bianchi Porro

Benedetta nasce l’8 agosto del 1936. Il padre Guido ? un ingegnere idraulico molto stimato che sar? chiamato a dirigere le terme di Catullo a Sirmione, sul lago di Garda; la mamma Elsa ? una donna forte e molto religiosa che incider? fortemente sul cammino spirituale della figlia. Benedetta condivide la sua vita con altri cinque fratelli e vive l’infanzia con molta gioia.
Le fatiche nella vita della ragazza si vedono fin da subito: un’improvvisa emorragia al momento della nascita e una poliomelite a tre mesi che la render? zoppa per tutta la vita. Ma i grandi muri Benedetta inizier? a trovarli in et? adolescenziale quando viene derisa e allontanata dai coetanei. Nel frattempo anche l’udito e la vista iniziano a peggiorare e per un periodo Benedetta sar? tentata dalla disperazione, arrivando addirittura pensare al suicidio. Colleziona una umiliazione dietro un’altra per? le umiliazioni non la rendono umiliata e ribelle, ma la rendono umile. E proprio nell’umilt? scatta la scintilla della liberazione attraverso un incontro che cambia radicalmente la vita di Benedetta. A diciassette anni si iscrive alla facolt? di medicina all’universit? di Milano, frequentando alla mattina le lezioni e al pomeriggio si reca all’Istituto dei sordomuti dove impara a leggere le parole pronunciate dagli altri seguendo il movimento delle labbra. Arriva il primo esame e Benedetta non vuol far capire al professore del suo handicap: legge sulle sue labbra la domanda e risponde velocemente senza riprendere fiato. Il professore la congeda e la riprende perch? ha risposto come un pappagallo.
Nell’estate del 1955, dopo mesi di studio, Benedetta fronte l’esame di anatomia. Lo scritto va benissimo ma appena il professor inizia ad interrogarla lei non riesce a capire quello che lui dice e ne esce una scenata alla fine della quale il professore la caccia via. Benedetta si scusa e all’improvviso in tutta l’aula scende il silenzio. Ripeter? l’esame pochi mesi dopo e ne uscir? con un 30 ma alla fine inizia ad avere anche problemi agli occhi. Per un anno intero Benedetta ? seguita da uno psicoterapeuta ma lei sa benissimo che questa non ? la strada giusta. Le viene fatto un intervento per accorciare il femore di 4 cm: l’intervento riesce ma a causa dello sviluppo della malattia, risulter? completamente inutile. Due anni dopo ? sottoposta ad un intervento per l’asportazione di un neurinoma del nervo acustico: le rasano i capelli e Benedetta confida:

“Mentre mi tagliavano i capelli, mi sentivo come un agnellino al quale tagliano la lana e pregavo il Signore affinch? mi facesse forte e piccola. Il Signore, mamma, vuole da noi grandi cose. Ho sofferto tanto e ho domandato al Signore di essere una pecorella nelle sue mani.”

Durante l’intervento met? volto di Benedetta rimane paralizzato: lei si dimentica per sempre di s? e vive preoccupandosi degli altri; inizia cos? il suo canto in mezzo il dolore, Benedetta incontra Dio. Verr? poi operata al midollo spinale: l’intervento non produce l’esito sperato e Benedetta resta definitivamente paralizzata agli arti inferiori. Sopravviene anche la paralisi vescicale e, a poco a poco, perder? il gusto, il tatto e l’odorato.
Nel 1963, dopo un altro intervento chirurgico alla testa, perder? anche la vista: tutto le viene tolto, ma tutto ritrova in Dio

.
Scriver? alla sua mamma che ? andata a Milano per un po’ di tempo:

“… Da quando so che c’? chi mi guarda lottare cerco di farmi forte: come ? bello cos?, mammina! Io credo all’amore disceso dal cielo, a Ges? Cristo e alla sua croce gloriosa! S?, io credo all’amore”.

Sar?, ferma nel suo letto, un faro per molti: scriver? lettere di conforto a persone lontane da Dio, a sofferenti, ad amici…
L’ultimo giorno, nel loro giardino, sboccer? una rosa bianca; la sua ultima parola sar?’ “Grazie” e il suo volto, dopo l’ultimo respiro, torner? bello e splendente come prima della malattia.

(fonte: “Nel buio brillano le stelle” di A.Comastri)

facebook3

Silvia
Trismamma di Gaia, Giorgia e Greta e moglie di Nicola dal 2008. Cresce in una piccola parrocchia di 1000 abitanti facendo l?animatrice, fino a quando viene rapita dallo scoutismo e l? vive anni bellissimi!

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.